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Amiamo il Chianti, lo amiamo noi Fiorentini, noi Toscani, e anche gli Italiani in generale.

Poi se ne innamorano ogni anno migliaia  e migliaia di persone che si riversano su queste colline alla ricerca di quei panorami che si perdono a vista d’occhio e di quel gusto di un altra epoca che le nostre terre ispirano.

Vigneti e ulivi, quindi vino e olio, ma quante varietà ci sono?

 

L’Italia è il quarto paese al mondo per ettari destinati a vigneti, con i suoi 690.000 ettari precede la Turchia, mentre nel 2016 avanza la Cina che entra nel podio superando la Francia, mantiene il primato invece la Spagna che con 1.021 migliaia di ettari rimane in testa alla classifica.

L’Italia, pur essendo la più piccola per estensione, rimane comunque nella top five dei paesi al mondo e questo non è per niente male, è anche vero che la nostra Italia ha perso il 2,5% di vigneti in 6 anni, e questo invece, non è per niente bene.

Ma una certezza però è la quantità di produzione che la nostra Italia produce, sempre nel 2016 sono ben 48,8 milioni gli ettolitri di vino che sono stati prodotti, ben 7 milioni di ettolitri in più della Francia che si attesta al secondo posto e 1 milione in più rispetto alla nostra produzione del 2015, insomma l’Italia, da sola, produce il 19% del vino mondiale!

In questa grande produzione naturalmente c’è la produzione di vino che arriva dalla toscana e dal Chianti, rinomato e conosciuto in tutto il mondo.

E’ così che il vino esportato dall’Italia è infatti per il 17% toscano, con un valore di circa 902 milioni di euro.

Il Chianti si estende per tutta la Regione Toscana, e si suddivide in categorie per zone, nel 1967 è stata introdotta la Denominazione di Origine Controllata e Garantita cioè la sigla

DOCG che è stata poi integrata con le specifiche coltivazioni suddivise così:

  • Colli Fiorentini
  • Colli Aretini
  • Colli Senesi
  • Rufina
  • Montespertoli
  • Montalbano
  • Colline Pisane

Ognuno di queste coltivazioni è suddiviso in altrettante produzioni regolate da disciplinari diversi per ognuno, tutti i Chianti sono costituiti dagli stessi vitigni:

  • Canaiolo,
  • Trebbaino,
  • Sangiovese,
  • Malvasia bianca,
  • Merlot
  • Sauvignon.

La percentuale di uve invece cambia da vino a vino, ma è comunque sempre il sangiovese a farla da padrone, che viene vinificato in purezza o in parti variabili fino ad un 75% ed è questo che viene denominato Chianti Classico.

 

La storia del vino parte già ai tempi degli Etruschi parlando di nettare di vite, infatti sono i loro vasi ritrovati in zona Castellina in Chianti a testimoniare che già nel VI sec. A.C. il vino scorreva nelle loro bocche.

La coltura vinicola prosegue con l’epoca romana e sopravvive durante le invasioni barbariche grazie all’impegno di monaci Benedettini e Vallombrosini.

 

La storia del vino prosegue inarrestabile passando dal medioevo per arrivare fino alla svolta del 1716 quando il Granduca Cosimo III emana regolamenti per la produzione, la vendita e il nome dei vini, stabilendo anche i confini delle zone per contrastare il traffico clandestino e la contraffazione.

Il vino ha una grande e immensa storia da raccontare, ma approfondiremo più avanti le tipologie di vino, le aziende vinicole e tutte la specialità inerenti all’uva Toscana.

Ma il Chianti non è soltanto vigneti, e oltre ad essere un luogo da visitare con itinerari favolosi, è anche alberi di Ulivo che vogliono dire Olio d’oliva.

L’olio Toscano è un tipo di olio extravergine d’oliva e può essere denominato così solo se l’azienda produttrice fa parte del Consorzio per la tutela e la valorizzazione dell’olio Toscano IGP: Indicazione Geografica Protetta.

Le aziende iscritte sono più di 11.000 di cui oltre 300 frantoi, sono dislocate per di più nelle province di Firenze, Siena e Grosseto con una copertura del 67,5 % del territorio, seguono Livorno, Arezzo, Pisa e Pistoia con il 30 % il restante è distribuito sulle altre province di Lucca, Prato e Massa.

Come per il Vino l’indicazione protetta Toscano IGP può essere seguito dalla zona specifica di provenienza:

  • Colline di Firenze
  • Seggiano
  • Colline Lucchesi
  • Colline della Lunigiana
  • Colline di Arezzo
  • Colline Senesi
  • Montalbano
  • Monti Pisani

 

Cosa vuol dire Extra vergine d’oliva?

Che è ottenuto tramite estrazione con soli metodi meccanici e a freddo, cioè con temperature inferiori per legge ai 28° e che l’acidità non deve mai superare l’8%

L’olio che invece rappresenta qualche piccola imperfezione viene miscelato e raffinato con una percentuale variabile di extravergine, per portarlo al sapore ottimale e diventa così normale Olio d’oliva.

Ci sono molte aziende agricole che ci fanno conoscere la propria produzione, che aprono le loro cantine e le loro stanze segrete per farci scoprire il procedimento con cui vengono effettuate le loro spremiture e imbottigliature, sia di vino che di Olio.

Ci sono molti tour che ti portano a scoprire le bellezze di questi luoghi, con vinsanterie (altro prodotto locale buonissimo) centenarie, cantine fresche che mantengono temperature naturali per mantenere il vino, e frantoi meccanici dove vedere dal vivo la spremitura dell’olio. Puoi chiedere qui info per fare un tour a tua scelta, oppure puoi farlo andando nelle cantine che noi abbiamo già testa e visitato così da essere perfettamente consigliato per il luogo migliore.

E’ proprio diventata ormai una prassi consolidata quella d fare wine-tasting e Oil tasting che altro non sono che degustazioni.

La mission di molte delle aziende presenti nel Chianti è proprio quella del promuovere il KM 0, dal produttore al consumatore in poche centinaia di metri.

L’azienda che produce vino vende all’azienda che produce salumi che vende all’azienda che produce Olio generando così un movimento di prodotti di alto livello, una commercializzazione e promozione del territorio fatto con cura e rispetto del territorio stesso.

Vi aspettiamo per una bella bruschetta e buon bicchiere di vino!